cinema | TITO LIVIO TRA HOLLYWOOD E CINECITTÀ

 

La storia romana è stata per il cinema una scoperta precoce e una fonte di potenti suggestioni. Ad essa hanno attinto alcuni tra i più grandi classici del cinema, entrati nella storia per l’enorme successo di pubblico e di critica, per gli effetti speciali rivoluzionari, per la forza simbolica. Il cinema è certamente il mezzo attraverso il quale il mondo antico è entrato con maggiore potenza e spettacolarità nell’immaginario popolare, e quello attraverso il quale, ancora oggi, milioni di persone riescono a figurarsi epoche così remote. In un ciclo di serate dedicate alla visione di film su Roma antica, e in particolare su episodi liviani, scopriremo il ruolo fondamentale che lo storico patavino ha avuto anche nelle forme di cultura più popolari e moderne.

Le proiezioni si svolgeranno presso il cinema MPX
Ingresso libero

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Il cinema frequenta il mondo romano da sempre, fin dai pioneristici cortometraggi del muto. E, nel 1914, quando l’Europa sta precipitando nella tragedia della prima guerra mondiale, il primo kolossal è Cabiria del regista Giovanni Pastrone, con didascalie che portano la firma illustre di Gabriele d’Annunzio: un film che rielabora in chiave romanzesca le vicende delle guerre puniche ma che segna al tempo stesso, anche sotto il profilo delle innovazioni tecniche, una svolta nell’arte cinematografica. Ma qual è l’immagine del mondo romano offerta dal cinema? Da dove derivano gli stereotipi diffusi nei film, dove si celebrano, di volta in volta, la gloria o la decadenza dell’impero, le virtù dei consoli o le perversioni degli imperatori? Il cinema segue strade spesso opposte: la romanità viene esibita come modello culturale e politico (anche, per esempio, nel propagandistico Scipione l’Africano di Carmine Gallone, glorificazione indiretta ma trasparente del regime fascista) o viceversa additata come paradigma di oppressione tirannica (anche, e soprattutto, verso giudei e cristiani, come ci raccontano i vari Ben Hur o Quo Vadis).
Di questi temi si parlerà attraverso Scipione detto anche l’Africano, capolavoro misconosciuto di Luigi Magni, con attori straordinari come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassmann, Silvana Mangano: un film che, con consapevole e divertita ironia, rovescia tutti gli stereotipi cinematografici sulla romanità.

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